Definizione degli interventi edilizi dati dal regolamento edilizio del Comune di Milano

Art. 63 – R.E. (Manutenzione Ordinaria)

1. Sono di manutenzione ordinaria gli interventi che riguardano le opere necessarie a riparare e a rinforzare parti delle strutture, delle murature e delle coperture, tra cui quelli finalizzati al mantenimento delle caratteristiche apparenti e all’unificazione delle finiture esistenti, anche con l’impiego di materiali diversi.
2. A puro titolo esemplificativo e senza esclusione di alcuna tra quelle ricadenti nella definizione datane, le opere di cui al punto 1. vengono elencate per ambiti omogenei nei successivi punti da 3. a 6..

3. Sono opere edilizie interne:
3.1 le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture interne delle costruzioni;
3.2 riparazione e rifacimento delle pavimentazioni interne e rinforzo delle solette di calpestio, anche con putrelle, reti elettrosaldate, e getti di calcestruzzo armato;
3.3 riparazione e rifacimento degli intonaci e delle tinteggiature interne, riparazione, sostituzione e posa dei rivestimenti, degli infissi e dei serramenti interni, anche con l’inserimento di doppio vetro;
3.4. apertura e chiusura di vani di porta o la costruzione di arredi fissi all’interno di singole unità immobiliari;
3.5 costruzioni di arredi fissi, piccole opere murarie come creazione di nicchie, muretti, aperture in pareti divisorie, non portanti, della stessa unità immobiliare.
3.6 posa in opera di doppi serramenti nonché di cancelletti di sicurezza posti all’interno;
3.7 installazione e spostamento di pareti mobili purché vengano rispettati i rapporti aeroilluminanti previsti dai regolamenti vigenti, locale per locale.
3.8. le opere necessarie a mantenere in efficienza e ad adeguare gli impianti tecnologici esistenti o ad adeguarli alle normali esigenze di esercizio;

4. Sono opere edilizie esterne:
4.1. le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture esterne delle costruzioni, anche con l’impiego di materiali diversi purché vengano conservate le caratteristiche esistenti;
4.2. ricorsa del manto di copertura e dell’orditura secondaria del tetto, riparazione e/o sostituzione di pluviali e gronde anche con materiali diversi, purché non siano modificate la sagoma, le pendenze e le caratteristiche della copertura.
4.3. ripristino delle facciate con materiali aventi le stesse caratteristiche e colori di quelle preesistenti;
4.4. riparazione di balconi e terrazzi e rifacimenti delle pavimentazioni esterne di cortili, patii e cavedi con l’impiego di materiali diversi purché vengano conservate le caratteristiche esistenti;
4.5. riparazione e sostituzione degli infissi e dei serramenti esterni, dei portoni, dei cancelli, delle vetrine e delle porte d’ingresso dei negozi, anche con materiali diversi purché non ne siano mutate le caratteristiche esteriori (sagoma, disegno, colori, dimensioni delle porzioni apribili); applicazioni di zanzariere o tende da sole;
4.6. sostituzione di serranda a maglia con serrande piene e viceversa;
4.7. riparazione o sostituzione delle recinzioni con le medesime caratteristiche;
4.8. l’installazione di grate limitatamente al vano finestra;
4.9. la realizzazione di posti auto a raso mediante pavimentazione del terreno con autobloccanti.

Art. 64 – R.E. (Manutenzione Straordinaria)

1. Sono interventi di manutenzione straordinaria quelli riguardanti il consolidamento, il rinnovamento e la sostituzione di parti limitate delle strutture anche portanti delle costruzioni stesse quali muri di sostegni, architravi e solette, e, in generale, strutture verticali e orizzontali, la realizzazione di servizi igienici e l’installazione di nuovi impianti tecnologici, nonché la modificazione dell’assetto distributivo di singole unità immobiliari. Tra questi sono in particolare interventi di manutenzione straordinaria quelli che riguardano:

1.1. le opere di consolidamento, rinnovamento e sostituzione di parti, anche strutturali delle costruzioni, quali muri di sostegno, architravi e solerte e, in generale, strutture verticali e orizzontali;

1.2. le opere necessarie per realizzare e integrare i servizi igienici e quelli tecnologici;

1.3. le opere di modificazione dell’assetto distributivo;

1.4. gli interventi su parti esterne dei fabbricati comprendenti interventi di ridefinizione dei prospetti mediante la modifica di parte delle aperture;

1.5. la realizzazione di servizi igienici, l’inserimento di nuovi impianti tecnologici quando richiedano la realizzazione di volumi tecnici e degli ascensori; tali impianti devono di regola essere inseriti all’interno dell’edificio, quando ciò non sia possibile possono essere realizzati con soluzioni progettuali organiche rispetto all’intero edificio;

1.6. le opere costituenti pertinenze a esclusivo servizio di costruzioni già esistenti quali recinzioni aventi l’altezza non superiore a 3 m., cortili, giardini, aree destinate ad attività sportive senza creazione di volumetria;

1.7. gli interventi volti alla formazione di cortili e giardini, alla realizzazione di verde pensile e verde verticale, alla realizzazione di spazi aperti con piantumazione o rimozione di alberi di alto fusto o, comunque, alla sistemazione del terreno non utilizzato per l’edificazione.

2. Sono di manutenzione straordinaria anche interventi che comportino la trasformazione di una singola unità immobiliare in due o più unità immobiliari o l’aggregazione di due o più unità immobiliari in un’unità immobiliare.

3. Gli interventi di manutenzione straordinaria non debbono costituire un insieme sistematico di opere che possano portare a un organismo edilizio diverso dal precedente, né devono costituire mutamento tipologico della costruzione nel suo insieme.

4. La realizzazione di servizi igienici richiesti dalle norme vigenti in edifici esistenti alla data di entrata in vigore del presente Regolamento non è assoggettata alle norme del precedente titolo III.

5. Gli interventi di manutenzione straordinaria in costruzioni destinate ad attività industriali e artigianali, alberghiere, ospedaliere e commerciali riguardano qualsiasi opera di natura statica, igienica, tecnologica e funzionale necessaria per conservare e integrare l’efficienza degli impianti produttivi esistenti e la salubrità delle costruzioni che li ospitano, sempre che non comporti incremento della superficie lorda di pavimento.

Art. 65. (Restauro e risanamento conservativo)

1. Sono di restauro e risanamento conservativo gli interventi destinati a conservare l’organismo edilizio e ad assicurare la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano una destinazione d’uso con essi compatibili.

2. Gli interventi di restauro e risanamento conservativo non devono comportare aumento della superficie lorda di pavimento.

3. In particolare, sono di restauro gli interventi diretti:

3.1. alla conservazione della costruzione, delle sue qualità, del suo significato e dei suoi valori, mediante l’eliminazione delle aggiunte utilitarie o storicamente false, il consolidamento di elementi costitutivi e l’inserimento di accessori e impianti così da recuperarne l’uso, purché non risultino alterate la forma e la distribuzione;

3.2. alla valorizzazione della costruzione, quando risulti opportuna anche sotto il profilo ambientale, mediante operazioni sistematiche e di insieme, indirizzate a liberare strati storicamente e artisticamente rilevanti, documentatamente autentici;

3.3. alla conservazione, al recupero e alla ricomposizione di reperti e di spazi, sia interni che esterni, di per se significativi o che siano parte di edifici ambienti e complessi meritevoli di tutela, ivi compresi quelli di matrice industriale.

4. In particolare, sono di risanamento conservativo gli interventi che senza realizzare un organismo edilizio diverso dal precedente prevedano modifiche della posizione delle strutture portanti verticali ovvero dei solai ovvero delle scale ovvero delle coperture.

5. Gli interventi di risanamento conservativo possono consistere anche nelle parziali demolizioni e ricostruzioni dell’esistente, anche con traslazione di superficie lorda di pavimento, se finalizzate esclusivamente alla eliminazione di superfetazioni, al risanamento igienico, al miglioramento dei rapporti aeroilluminanti e all’adeguamento degli impianti tecnologici.